{"id":383,"date":"2012-02-14T15:35:16","date_gmt":"2012-02-14T14:35:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giovanninacci.net\/blog\/?p=383"},"modified":"2019-09-21T10:56:35","modified_gmt":"2019-09-21T08:56:35","slug":"la-non-innovazione-tecnologica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giovanninacci.net\/blog\/la-non-innovazione-tecnologica\/","title":{"rendered":"La &#8220;non&#8221; innovazione tecnologica"},"content":{"rendered":"<p>Si parla spesso di come (e di quanto&#8230;) la tecnologia (e l&#8217;innovazione tecnologica) abbia modificato il nostro modo di essere, di comportarci e di relazionarci; se ne parla quasi come fosse, la tecnologia, una entit\u00e0 estranea all&#8217;uomo e alla sua realt\u00e0. Se ne parla come fosse una autorit\u00e0 sovraordinata (spesso con un pizzico di divino, o quantomeno soprannaturale) alla quale ci sottomettiamo per lo pi\u00f9 volontariamente, in cambio dei suoi numerosi utili servigi e mal sopportandone i difetti evidenti, in particolar modo la carenza di sicurezza, riservatezza, affidabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Quelllo che segue \u00e8 un testo utile a riconsiderare il primato della scrittura (e pertanto della <em>registrazione<\/em>, quindi del <em>messaggio<\/em>) su tutto il resto: dalla tavola di creta all&#8217;iPad. Dai database ad internet, passando per la mente.<\/p>\n<p><em>Dedicato a tutti coloro che definiscono internet come un posto nuovo (e magari &#8220;innovativo&#8221;) all&#8217;interno del quale valgono altre e diverse regole da quelle che rispettiamo nella <strong>realt\u00e0 &#8220;NON virtuale&#8221; <\/strong><\/em>(io &#8211; \u00e8 ovvio &#8211; <strong>NON sono<\/strong> d&#8217;accordo&#8230;)<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/Anima-Ipad-Biblioteca-della-Fenice\/dp\/8860884543\/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1318075834&amp;sr=8-1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Anima e iPad, di Maurizio Ferraris<\/a><\/strong><\/p>\n<p>Su <a href=\"http:\/\/labont.it\/publication\/imminente-anima-e-ipad\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Labont.it<\/a> una serie di interessanti recensioni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" style=\"border: 1px solid black; margin: 5px;\" src=\"http:\/\/labont.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/animapadgrande1-144x222.jpg\" alt=\"\" width=\"144\" height=\"222\"><\/p>\n<div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><em>Che cosa c\u2019entra l\u2019anima con l\u2019iPad? In apparenza, niente. (&#8230;) Tuttavia, questa strana coppia ha una affinit\u00e0 profonda, perch\u00e9 la tecnica non \u00e8 aberrazione, ma rivelazione e, come in un corteo, porta alla ribalta una moltitudine di cose antichissime. Quali? Anzitutto la scrittura. Tanto l\u2019anima quanto l\u2019iPad hanno memoria da vendere e sono dei blocchi su cui si legge, si scrive e si archivia.<\/em><\/p>\n<p><em>S\u00ec, perch\u00e9 non solo il \u00abpad\u00bb di iPad ci ricorda il blocco di carta gialla e rigata reso familiare dai legal thriller, ma la pi\u00f9 antica immagine dell\u2019anima, da Platone a Freud, \u00e8 stata quella della tavoletta di cera, gialla anche lei, la tabula su cui si scrive e si cancella. <strong>Questa scrittura, dentro e fuori della mente, \u00e8 l\u2019origine della coscienza e del mondo sociale.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Perch\u00e9 la scrittura \u00e8 insieme la base della realt\u00e0 sociale e la base della nostra coscienza e del nostro pensiero<\/strong>, il cui spettro peggiore \u00e8 proprio l\u2019Alzheimer, la perdita della memoria vissuta come perdita del pensiero. <\/em><\/p>\n<p><em>Ecco perch\u00e9 <strong>la grande svolta tecnologica che ha caratterizzato gli ultimi trent\u2019anni ha riguardato proprio la scrittura<\/strong>, e il suo emblema \u00e8 oggi l\u2019iPad. Anima e iPad sono dunque gemelli. E l\u2019iPad, che quando \u00e8 spento, con il suo schermo lucido, pu\u00f2 servire come specchio per pettinarsi o rifarsi il trucco, quando \u00e8 acceso, con la sua memoria attivata, diviene letteralmente lo specchio dell\u2019anima.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Che cosa c&#8217;entra un testo del genere con le Fonti Aperte e con l&#8217;intelligence delle medesime? E&#8217; semplice: dove c&#8217;\u00e8 scrittura, c&#8217;\u00e8 una fonte. Dove c&#8217;\u00e8 una fonte, c&#8217;\u00e8 informazione. Dove c&#8217;\u00e8 informazione, c&#8217;\u00e8 l&#8217;intelligence. Nel 90% dei casi, Intelligence delle Fonti Aperte.<\/p>\n<p>E&#8217; inoltre interessante inquadrare questo primato della &#8220;scrittura&#8221; &#8211; ovvero della <em>registrazione<\/em> &#8211; con&nbsp; il concetto di Infosfera (ambiente di lavoro dell&#8217;intelligence, si \u00e8 detto).<\/p>\n<p>Magari, perch\u00e8 no,&nbsp; in un prossimo post.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si parla spesso di come (e di quanto&#8230;) la tecnologia (e l&#8217;innovazione tecnologica) abbia modificato il nostro modo di essere, di comportarci e di relazionarci; se ne parla quasi come fosse, la tecnologia, una entit\u00e0 estranea all&#8217;uomo e alla sua realt\u00e0. 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