Sul nuovo numero di Obiettivo Investigazione pubblicato il 7 aprile 2020 la seconda parte dell’articolo OSINT e Investigazione. Osservazioni intra e inter disciplinari, un mio contributo al dibattito sulle contiguità e sulle aderenze disciplinari che sono osservabili tra le attività di intelligence/OSINT e quelle di investigazione.

…nella investigazione la prassi euristica si fonda e ha origine in qualcosa che potremmo definire come una “manifestazione fattuale”, ovvero l’emersione – conoscibile o percepibile – di un qualcosa che accade o è accaduto: in parole povere ciò che nel linguaggio colloquiale chiamiamo appunto un “fatto” (ovvero un evento, una circostanza, un fenomeno che in quanto tale ha la particolarità di essere reale, concreto e conosciuto…

Nelle attività di intelligence a originare e guidare la prassi euristica è invece una ipotesi, per la quale si suppone – o addirittura si auspica – una certa rilevanza strategica, all’interno in un certo contesto, date certe condizioni. Ovvero, ancora meglio, l’individuazione di fatti – concreti o futuribili, spontanei o artificiosi – che incardinati all’interno di un determinato contesto possano, in potenza, dimostrarsi in grado di generare un certo tipo di conseguenze strategiche.

Buona lettura!

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