Curiosita e processo euristico in OSINT

Che cos’è la curiosità? Che cosa è l’euristica? E cosa c’entrano con l’OSINT? La curiosità – specie nelle attività di intelligence delle fonti aperte – deve essere ricondotta a finalità informative e non di intrattenimento, ovvero deve essere piegata ai processi euristici che vengono posti in essere nella attività di intelligence. Ma allora come si “allena”, come si “addestra” questa curiosità? Come la si rende strumentale alle prassi euristiche di OSINT e non fine a sé stessa? Esistono alcune prescrizioni che è utile tenere a mente per piegare, per quanto possibile la curiosità ai fini del processo euristico.

Intelligenza artificiale nella Teoria Generale per l’OSINT

L’intelligenza artificiale è l’argomento più discussi di questi ultimi tempi, anche – forse soprattutto – al di fuori contesti disciplinari specialistici. La massima parte della discussione verte sulle potenziali conseguenze che l’applicazione della intelligenza artificiale alle attività e alla vita quotidiana degli esseri umani può avere. Sfortunatamente non si può fare a meno di notare come il dibattito rimanga per lo più confinato all’interno della bolla di sensazionalismo alimentata dall’idea romantica di una intelligenza che è sì soggetto “senziente e pensante” (per dirla con Italo Calvino) ma che non è umana, non è animale e non è nemmeno biologica.

Conoscenza tacita ed esplicita in OSINT

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