Una serie di nostalgiche ma piacevolissime coincidenze mi ha recentemente riportato con il ricordo alla mia infanzia e alle origini della mia famiglia, che affondano a Popoli, un tranquillo, solare e ventoso paese nell’entroterra pescarese, in cui per gran parte della mia giovinezza ho trascorso ogni weekend, ogni vacanza e praticamente tutte le feste comandate.

Grazie ai migi genitori, ai miei zii, ai miei cugini, a mia nonna e ai miei bisnonni ho trascorso lì una infanzia assolutamente serena e felice e – per mia fortuna – traboccante di valori e insegnamenti etici che mi sono stati trasmessi con una gentilezza assoluta e una efficacia disarmante.

Tra questi valori c’era la cura e l’attenzione per le cose che si posseggono (e che normalmente erano il frutto di grandi sacrifici…) e soprattuto il rispetto per le cose degli altri.

Nella foto sotto, ad esempio, sono alle prese con le mie prime “scritture” (assolutamente profane…) sulla macchina per scrivere Antares 20 EFFICIENCY che fu di mia nonna e che adoperavo – sotto la supervisione di un adulto – per scrivere le mie prime storielle.

Dopo tanti anni ora quella macchina per scrivere appartiene orgogliosamente a me: è perfettamente conservata, perfettamente funzionante, perfettamente evocativa di quegli stessi valori etici. Valori che – forse proprio per il tempo che passa – sono diventati ancora più radicati e potenti.

Lo sono a tal punto che ho voluto che quella stessa macchina per scrivere, insieme a tutto il simbolismo che in me evoca, diventasse il brand di Fonti Aperte Etc., motivo per il quale la trovate nella immagine dell’header del sito.

Dopotutto non c’è dubbio che la memoria del passato sia la fonte migliore alla quale possiamo attingere per costruire il futuro nostro, quello dei nostri figli e quello dei loro figli.

Una visione strategica del futuro e una visione consapevole e amorevole del nostro passato.

Forse è esattamente questo che ci manca, forse è esattamente questo che abbiamo perso e che non riusciamo a ritrovare. Forse è esattamente questo che dobbiamo ricostruire. Come Popolo, come Stato, come Repubblica, come Patria.

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