Auguri da Fonti Aperte Etc. !

Lo dice sempre anche il mio papà (un racconto di Natale)

Volevo fare qualcosa di diverso dai canonici auguri di Natale.

Volevo fare – senza pretesa alcuna – qualcosa che potesse essere considerata “bella”, anche a prescindere dal reale contenuto estetico. Volevo fare qualcosa che servisse a ringraziare, volevo fare qualcosa – lo confesso – che servisse anche ad emozionare. Perciò, ispirandomi a quel meraviglioso film che è Smoke, ho pensato di scrivere una “storia di Natale“.

Non so se sono riuscito a ringraziare. Non so nemmeno se sono riuscito ad emozionare. Quello che posso dire è che mi è piaciuto (e molto) scriverla. Così come spero che piaccia a voi.

Auguri per un Santo Natale e un bellissimo anno nuovo.


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L’anno che verrà… (progetti per il futuro)

I compleanni, le ricorrenze (quelle felici e quelle tristi), il giorno di Capodanno.

Agli esseri umani piace dare valore a certe date. O meglio, le date in cui avvengono o sono avvenuti gli eventi che riteniamo in qualche modo essere significativi, quelli che percepiamo con maggiore intensità e che ci sembrano in qualche modo influenzare i fatti della vita.

In occasione di queste date è usanza comune fare bilanci, indicare buoni propositi, rinnovare promesse, rafforzare speranze e ragionare sulle proprie attese. Questa volta non voglio sottrarmi a questa prassi introspettiva al cui sapore agrodolce confesso che, nonostante tutto e col passare degli anni, mi sto abituando. Iniziamo, dunque.

Al di fuori delle mie esperienze nella Amministrazione della Difesa (nel secolo e nel millennio scorsi) l’inizio della mia attività nel settore dell’intelligence delle fonti aperte può essere ragionevolmente fatta risalire all’anno 2000, immediatamente dopo quel fenomeno socio-cultural-medioevale che fu definito millennium bug.

All’epoca, a proposito di milestones, quello mi sembrò il momento ideale per iniziare a parlare – in questo Paese e nel settore privato – di Intelligence delle Fonti Aperte. Nei cinque anni precedenti infatti (Internet non era ancora quello che oggi è) avevo potuto assistere ai primi “arrivi” – tanto per cambiare provenienti da oltremare – di articoli e libri in inglese sull’argomento (qualcuno fu poi anche tradotto, e con grande successo, in italiano).

Dunque, tre anni dopo l’inizio delle mie attività, il 12 marzo 2003 (fonte un servizio di “whois” qualsiasi…) veniva registrato questo dominio internet che nel tempo ha ospitato i siti relativi alla mia attività professionale e che dal gennaio 2012 ospita “Fonti Aperte Etc.”. Perché registrare il dominio “giovanninacci.net” con tre anni di ritardo? È presto detto: fu solo allora che Internet mi apparve (giusto o sbagliato che sia) come uno strumento che poteva essere significativo – in termini di marketing almeno – per il mio lavoro.

Nel 2017 il dominio “giovanninacci.net” compirà 14 anni e ne saranno passati cinque dal giorno della cessazione delle mie attività professionali nel settore dell’intelligence, cioè da quello che mi diverte definire come il mio “pensionamento”.

Cosa è accaduto – e cosa mi è accaduto – nel frattempo? In senso professionale, ovviamente, un bel nulla. Dal punto di vista culturale, invece, moltissimo; o almeno a me così pare.

Nel 2014 è uscito il saggio “Open Source Intelligence Abstraction Layer”, nel 2015 il romanzo breve (con qualche ambizione divulgativa…) “Vietato lasciare le fonti aperte”, entro la fine dell’anno o al più tardi agli inizi del 2017 uscirà “Open Source Intelligence Application Layer”, il secondo volume della trilogia che illustra la mia proposta per una “Teoria Generale” per l’intelligence delle fonti aperte (tutti pubblicati da Edizioni Epoké).

In mezzo, le presentazioni dei due volumi (il cui successo mi ha dato grande soddisfazione) e la decisione di “metterci la faccia” – come dicono i politici più ispirati – scegliendo di realizzare dei webcast su quelli che considero essere i punti focali di Open Source Intelligence Abstraction Layer.

Durante tutto questo periodo ho potuto registrare l’apprezzamento di moltissime persone per le mie iniziative. Ma questo forse soltanto perché coloro che la pensano diversamente non hanno mai ritenuto – probabilmente a ragione – di dover perdere tempo per notificarmelo (d’altra parte è noto che “l’indifferenza è la vendetta che il mondo si prende sui mediocri”, o almeno così sostiene Oscar Wilde nei suoi Aforismi).

Tutto sommato, dunque, cinque positivi anni di attività “culturale” nel settore dell’intelligence.

Ma cosa verrà – se verrà – dopo? Tutto dipende da un difficile quanto instabile equilibrio tra volontà, entusiasmo e speranza.

Volontà di continuare a dedicare una grossa fetta del mio tempo e della mia vita ad una disciplina che sembra ormai essere fagocitata dal luogo comune e dalla “deriva cibernetica” che ormai pervade la mente e i cuori della maggior parte degli “esperti” del settore.

Entusiasmo nel voler scegliere ancora una volta di sostenere, diffondere e soprattutto difendere le mie idee e le mie visioni sull’argomento specifico.

Speranza nel voler continuare a vedere il bicchiere ancora “mezzo pieno”, nonostante tutte le osservazioni fisiche e strumentali del bicchiere medesimo si ostinino a non rilevare alcuna differenza osservabile tra il “mezzo pieno” e il “mezzo vuoto”.

Se queste tre variabili – volontà, entusiasmo e speranza – dovessero combinarsi in un equilibrio virtuoso per un periodo di tempo sufficientemente lungo, a partire dal 2017 posso prevedere l’avvento di molte piccole – ma interessanti – cose su “Fonti Aperte Etc.”.

Quali? Beh, prima di tutto è ormai prossima la pubblicazione del nuovo Open Source Intelligence Application Layer, il che vorrà dire nuove presentazioni del volume e – soprattutto – nuovi webcast in cui cercherò di illustrarne i punti salienti della nuova opera.

È anche quasi certa la realizzazione (presumibilmente nel 2018) del terzo volume della “trilogia”: Open Source Intelligence Fusion Layer, la cui fase di ricerca è appena iniziata e che sembra, al momento, promettere assai bene.

Un’altra idea che sto cullando con affetto e attenzione, ma che per tutta una serie di motivi richiederà un tempo di gestazione maggiore (2019 e oltre) è un nuovo romanzo che avrà come protagonisti alcuni dei personaggi di “Vietato lasciare le fonti aperte”.

Infine, due progetti ai quali tengo molto dovrebbero materializzarsi entro il 2017. Sul primo non voglio dire ancora nulla, se non che si tratta di un ebook che si inserisce a complemento della trilogia della proposta della Teoria Generale e che costituisce un ulteriore tentativo di fare chiarezza su ciò che l’OSINT realmente è (e potrà ragionevolmente essere in futuro).

Il secondo consiste in una serie di videolezioni sui fondamenti dell’Intelligence delle Fonti Aperte, un progetto che al momento potremmo anche definire “OSINT for dummies”, anche se non è affatto detto che sia questo il titolo finale.

Questo, almeno nelle intenzioni, è il mio personale calendario per i prossimi 5 anni. Francamente non so dire se avrò la forza, la voglia e l’opportunità di realizzare tutto ciò. Ma se nel 2022 sarete ancora qui a leggere un post simile a questo lo considererò un grande risultato, oltre a un gran privilegio.

nat

Auguro a tutti voi un sereno Natale e un Felice anno nuovo.

E come sempre… stay tuned!

Narrazione e classifica delle informazioni nell’intelligence e in OSINT

Cosa vuol dire apporre una “classifica di sicurezza” ad una informazione? Cosa vuol dire “classificare una fonte”? La “classifica” è qualcosa che riguarda le proprietà originarie dell’informazione? Nell’open source intelligence è prevista la “classifica” ?

A queste e ad altre domande prova a rispondere il quinto webcast della serie “I webcast di abstractionlayer.it” appena pubblicato on line.

Buona visione!

 

 

And death shall have… no dominion

Su AnalisiDifesa un mio contributo sulla recente decisione della NATO di elevare lo “spazio cibernetico” a nuovo “dominio operativo”.

Da leggere sotto l’ombrellone o dove più vi piacerà.

Buona lettura!

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Effetti della calura estiva sui neuroni…

Una buona e riposante estate a tutti voi!

tgosint

Emergenza della Teoria Generale per l’Intelligence delle Fonti Aperte

Ma è davvero necessaria una teoria Generale per l’intelligence delle fonti aperte? E se si quali vantaggi comporta?

Da queste domande (dal sapore vagamente marzulliano…) prende spunto questo nuovo webcast, il quarto della serie “i webcast di abstractionlayer” .

L’intenzione dichiarata è quella di cercare le risposte – o almeno buoni spunti di argomentazione – investigando le proprietà peculiari di un ambiente – l’Infosfera – che non è nuovo, ma è stato completamente riontologgizzato dalla cosiddetta “quarta rivoluzione” (la Rivoluzione dell’Informazione) all’interno del quale la necessità di una “teoria generale” per l’intelligence delle fonti aperte emerge spontaneamente in tutta la sua forza.

Ma una teoria generale può – e deve – essere anche “utile”.

E la Teoria Generale per l’OSINT lo è da più di un punto di vista, anzi almeno da sei: disciplinare, interdisciplinare, socio-culturale, socio-politico, decisionale e per finire anche strategico.

Buona visione!