Ebbene si.

Nella imminenza della pubblicazione di Open Source Intelligence Application Layer (Edizioni Epoké) ho pensato bene (o almeno così spero…) di scrivere qualcosa che lo introducesse e che contemporaneamente lo collegasse al precedente Open Source Intelligence Abstraction Layer (Epoké, 2014).

Insomma un fil rouge – per dirla alla francese – per tenere a mente l’idea e gli scopi della mia “trilogia” relativa alla proposta di una Teoria Generale per l’Intelligence delle Fonti Aperte almeno fino al momento in cui l’ultimo atto – l’Open Source Intelligence Fusion Layer – non verrà finalmente forgiato dal piombo vivo grazie alle operose linotype (non è affatto vero, la stampa sarà assolutamente moderna e di altissima qualità).

In questo lavoro introduco (e anticipo) l’esigenza di arrivare alla impostazione di una “dottrina delle fonti” nella disciplina dell’Intelligence delle Fonti Aperte e lo faccio proponendo un salto concettuale (forse epocale?) dal consueto paradigma “fonte aperta/fonte riservata” verso un più rappresentativo, almeno a mio modo di vedere le cose, concetto di fonti “affected” e fonti “unaffected” (tematiche che, per chi vorrà approfondire, saranno ampiamente trattate nell’Application Layer).

Infine mi tuffo in qualche considerazione a braccio circa il cosiddetto diritto all’oblio (right to be forgotten per gli anglofoni) e i suoi effetti sulla struttura sistemica delle fonti.

D’accordo o meno con quello che state per trovare, io vi auguro comunque buon divertimento e buona lettura!

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